domenica 2 ottobre 2011

Primo hurrà Fileni: Piacenza al tappeto!

-Lo Spiffero.com-

 

Benvenuta Fileni! Coi suoi limiti di organico, con quella sofferenza che sarà il leit motiv delle domeniche pomeriggio ma benvenuta Fileni!. La prima battaglia vinta sul percorso che porta ad aggiudcarsi la guerra chiamata salvezza è un tassello importante per iniziare un nuovo cammino, in cui ci sarà da lottare, soffrire e dannarsi l’anima ma che potrà essere ricco, con questo giusto spirito, di belle soddisfazioni. Finisce tra gli applausi e con la squadra a fare un giro di campo per salutare i tifosi la prima domenica di basket al Pala Triccoli ed un esordio ultimamente sempre indigesto ai colori arancioblù che la Fileni si aggiudica invece con il cuore , gestendo al meglio un ultimo quarto che poteva condurla nel baratro.
27 punti e 9 rimbalzi per Brooks (Foto Ballarini)
27 punti e 9 rimbalzi per Brooks (Foto Ballarini)
Piacenza, che è una squadra quadrata, con due americani di livello e una buona panchina, soffre nei primi due quarti ma alza la voce al ritorno dagli spogliatoi, quanto basta per firmare un piccolo parziale che intontisce ma non affonda una Fileni mai doma, anche nella domenica in cui, per via di una difesa asfissiante, Ryan Hoover contribuisce a referto con appena un punto. Quando tutto sembrava prendere la piega sbagliata, rovinando un esordio giocato dentro un Palasport comunque vivo e partecipe, capitan Maggioli e McConnell hanno preso per mano la squadra, portandola prima ad annullare il parziale e poi, nei minuti finali (con Corbani colpevole di aver tenuto inspiegabilmente seduto Voskuil) a piazzare il colpo del ko ad un avversario capace di segnare la miseria di due punti negli ultimi cinque giri di lancette.

Tutto è bene ciò che finisce bene, dentro una sfida che ha consegnato a Cioppi certezze di cui già in verità disponeva, fatte di una grande personalità del gruppo e di una voglia di combattere sconosciuta ai quintetti delle ultime due stagioni. Il mix di esperienza e gioventù funziona, mostrando ai tifosi arancioblu la freddezza ed il muso duro del metronomo McConnell , protagonista di un match di altissimo livello e simbolo di praticità ed efficacia nei minuti finali quando c’era da far canestro e smazzare assist. La domenica felice del popolo jesino ha avuto anche il volto di Jeff Brooks, un giocatore fondamentale dentro questo organico che ha estremo bisogno della sua difesa (pregevolissimo il contributo su Anderson) e del suo ampio repertorio in atacco dove il rookie aurorino ha dispensato canestri di buona fattura dal perimetro ma anche variegate soluzioni in penetrazione. Battere Piacenza non è stato affatto facuile e non lo sarà con nessun altro quintetto: ciò che conta però è che la squadra continui a giocare con questo atteggiamento e con questo spirito, addizione che a volte non basterà ma che potrà tornare incredibilmente utile per aggiudicarsi match tirati come quello di stasera. Non è una Fileni votata alla difesa ed il 17-27 del terzo quarto ne è l’eloquente dimostrazione, ma è una Fileni che sa lottare, che non si risparmia e che trascina, nei momenti importanti, anche chi, dentro questo organico, non ha la battaglia nel suo dna.

E soprattutto è la Fileni di capitan Maggioli , un gigante sotto le plance che quando sta bene non ha avversari ed un giocatore ritrovato su cui la Fileni ha fatto bene a continuare a credere offrendogli il ruolo di leader. Hoover e McConnell saranno due riferimenti importanti per sprigionarne la forza , la complementarietà con Brooks garantirà solidità a questa Fileni anche sotto le plance. Rimane l’incognita di una panchina corta e di una tenuta atletica che andrà verificata per step, visti gli straordinari che coach Cioppi è costretto a chiedere al quintetto ma anche questo sarà un problerma da affrontare se e quando si proporrà. Per ora non resta che gustarsi questo incoraggiante esordio, convinti che assisteremo a parecchie battaglie al Pala Triccoli ma anche che, se la Fileni si farà trovare pronta, si potrà giore spesso. Magari poggiando su un pubblico stasera molto partecipe, per il semplice fatto che ha capito che chi quest’anno indossa l’arancioblù vuol togliersi la maglia e strizzarla di sudore ad ogni fine match.

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