giovedì 29 settembre 2011

 Oggi o al massimo do­mani sarà stilato il calendario della nuova serie A a 17 squa­dre. La prima giornata resta im­mutata, con l'esordio di Varese fissato per domenica 9 ottobre a Milano nel posticipo televisivo (diretta sui RaiSport 2 alle 20.30), Il turno di riposo sarà osserva­to dalla Reyer Venezia, appena riammessa nella massima serie. Sullo scontro frontale tra Lega Basket e Federazione, ma anchesullo sbarco dei fenomeni Nba in Italia - e naturalmente sulla realtà varesina - abbiamo chie­sto lumi al Vate, Valerio Bianchi­ni, che ha parlato da par suo:senza peli sulla lingua.
Bianchini, la Lega Basket fa causa alla Fip. Che succede? Succede che è arrivato il mo­mento di dividere il mondo dei professionisti dalla Federazio­ne, che dovrebbe occuparsi di promuovere il basket di base e mettere i giovani nelle condizio­ni di crescere. I professionisti or­mai seguono logiche diverse da quelle federali, ed è giusto che chi mette i soldi decida le pro­ prie regole.
Questo scontro potrebbe dun­que cambiare il volto del ba­sket italiano?Se le due parti in causa ci ragio­nano soDra direi di sì. Credo che sia proprio arrivato il momen­to di stabilire una divisione net­ta tra professionismo da una par­te, e Federazione dall'altra. La Federazione impone delle rego­le a cui le società - che, non di­mentichiamolo, sono quelle che mettono i soldi - non possonosottostare. Ma se le due strade si separassero sarebbe un bene an­che per la Fip, che potrebbe da­
re impulso ed energia al settore dilettantistico e al basket di ba­se. Oggi i nostri giovani o sono  fortissimi, e allora vanno in Nba, oppure non riescono a trovare spazio.
A proposito di Nba, il lockout porta Gallinari a Milano, pro­babilmente Kobe Bryant a Bo­logna. Come la vede? L'arri­vo delle stelle è un bene o un male per il basket italiano?
Si tratta di un qualcosa che di sportivo non ha proprio nien­te, è solo un fenomeno promo­zionale. Posso capire Gallinari a Milano, in fondo è la sua città, la sua squadra. Tra l'altro sarà un bene anche per lui, visto che Scariolo gli insegnerà cose che  ancora non sa. A New York ha disimparato a giocare... Ma è una situazione che mi lascia perples­so, di sportivo non ha un tubo, lo considero una sorta di "do­ping" sportivo.
Nessun vantaggio, dunque?I fuoriclasse dell'Nba andrebbe­ro bene nelle amichevoli, ma in campionato diventa una cosa da circo equestre. Giocano una, due  partite, poi se ne vanno. Lascian­do in difficoltà la squadra, che deve ripartire da zero, e a boc­ ca asciutta il pubblico, che ormai si era abituato a vederli giocare con i propri
colori. E inam­ missibile.
Agli Europei l'Italia ha falli­to. Quali le cause? Pianigiani deve identificare un gruppo, ma mi rendo conto che il suo compito non è facile. È impegnato
in campionato, in Eurolega e non ha tempo e modo di se­guire tutti i giocatori, ai quali in­vece bisogne­
rebbe stare sempre addosso. Ci vorrebbe una vera e propria task force  mpegnata a seguire assidua­
mente i giocatori italiani.
Le piace la nuova Cimberio?L'ho vista una volta sola al Tro­feo Lombardia. Troppo poco per azzardare un giudizio. Oltretut­to mancavano dei giocatori. Ma mi auguro e penso che possa fa­re bene anche nella prossima sta­gione.
Cosa pensa del Consorzio Varese nel cuore?
È un'idea bellissima ma un po' idealistica. Mi spiego: i giocatori devono avere un referente ben preciso,
in sostanza devono sa­pere chi paga. Altrimenti si ri­ schia di avere un po' di confu­ sione. Ci vuole molta maturità da parte dei giocatori. E comun­que Vescovi può svolgere bene il suo ruolo di punto di riferimento.

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