- La Gazzetta di Reggio -
Decisione non imminente, ma in casa Trenk si considera anche il risparmio. Crescono le quotazioni di Menetti
Fabrizio Frates resta in bilico tra la Pallacanestro Reggiana e l’Olimpia Milano. La Reggio cestofila si chiede se il coach resterà a Reggio o partirà per Milano, dove andrebbe a fare l’assistente di Sergio Scariolo. L’esistenza di un contratto valido per altre due annate sportive, peraltro «blindato» ( senza vie d’uscita, salvo accordo in tal senso tra le parti) porterebbe a pensare che, alla fine, l’allenatore resisterà alla sirena milanese per rimanere legato al club di via Martiri della Bettola, che sta costruendo la squadra per la prossima stagione in base alle sue indicazioni. In realtà, al momento Frates è più vicino all’Olimpia che alla Pallacanestro Reggiana. Sono svariati, ed anche massicci, i motivi che attirano l’allenatore verso Milano. Altrettanto vari e rilevanti quelli che dovrebbero pesare a favore dello status quo, ovvero la permanenza a Reggio. Tra i primi, c’è indubbiamente il prestigio della chiamata dell’Olimpia. Frates, milanese doc, in tanti anni di carriera non è mai stato «profeta in patria», ed è palese che la chiamata dell’Armani Jeans non è di quelle che lo possono lasciare insensibile. Tra l’altro, a Milano andrebbe a fare l’assistente ad un big delle panchine europee quale Scariolo, di cui è amico da decenni. Altri motivi per cui Frates non può restare insensibile alla sirena milanese sono quelli legati alla sfera personale, leggi famiglia (figlia, in particolare); la recente convalescenza post-operatoria (il coach è reduce da un intervento chirurgico che lo ha costretto a saltare l’ultima parte del campionato appena concluso) e il livello di stress legato alla nuova situazione lavorativa che gli si prospetta a Milano, certamente tosta e di alto livello – considerando gli impegni dell’Olimpia presumibilmente ai vertici della prossima serie A, oltre che in Europa – ma con minori responsabilità, andando a ricoprire il ruolo di vice di «don Sergio». Tra le ragioni per cui Frates potrebbe restare a Reggio, c’è ovviamente il biennale «blindato», ma anche il fatto di avere avviato un progetto a lungo termine e aver già posto le basi per la costruzione della squadra nuova. Inoltre, Frates ha già lasciato Reggio in estate (agosto 2006) per passare alla Fortitudo – pessima scelta, col senno di poi – per cui il coach potrebbe avere qualche remora in più nel concedere il bis in casa Pallacanestro Reggiana. La partenza dell’allenatore porterebbe a rimettere in discussione il nuovo progetto, a meno che a subentrare al coach milanese sia Max Menetti, che lo ha già sostituito nella parte finale della stagione. In altre parole, se Frates parte e la Pallacanestro Reggiana ingaggia un volto nuovo (Garelli, emergente e bravissimo nelle ultime stagioni, oppure Cavina, altrettanto valido), il club potrebbe ritrovarsi di fronte alla necessità di modificare i piani. D’altra parte, siamo solo a giugno e c’è tutto il tempo per aggiustare il tiro in base alle indicazioni della nuova guida tecnica. Anche per questo la partenza di Frates sembra destinata ad aprire le porte a Menetti. Con un certa gioia da parte di chi bada al cassetto biancorosso, dal momento che il contratto di Frates è piuttosto oneroso. Certo, la partenza di Frates comporterebbe anche il rischio di bissare l’annata orrenda appena conclusa. E non sarebbe bello, per la piazza reggiana.
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