-Il Giorno ed. Milano-
Rivoluzione in casa Olimpia. Il naturalizzato è tra i pochi confermati dalla scorsa stagione ed è considerato il collante della squadra: "L'anno scorso molto talento, poca armonia"
La società ha fatto una svolta importante, quanto e cosa ci vuole ancora per raggiungere Siena?
«Il nostro obiettivo principale deve essere quello di diventare una squadra. In questi anni il talento nel gruppo non è mai mancato, forse quest’anno è ancora di più, ma quello che ci è mancato in queste stagioni è proprio quello di diventare un gruppo. A livello umano non ci sono stati problemi, ma sul campo facevamo fatica. Cantù ci ha fatto vedere l’anno passato come una squadra può elevare le sue prestazioni se è il gruppo a fare la differenza».
Siete rimasti in due, quindi si riparte praticamente da zero, compreso lo staff tecnico...
«Essere rimasto ancora è un motivo di orgoglio. So che partiamo da zero e il tempo non è che sia tantissimo prima dell’inizio della stagione visto che una parte importante del gruppo, compreso il coach arriveranno solo tra qualche settimana. Però vedo un buon mix di esperienza ed atletismo e forse, per come era andata la scorsa stagione, è anche un vantaggio cancellare e ripartire».
Si parla tanto di giocatori che potrebbero arrivare se il lockout NBA fosse confermato, da capitano cosa ne pensi?
«Mi verrebbe da proteggere il gruppo e dire che un giocatore che viene soltanto per qualche partita è difficile possa essere realmente utile ad una squadra, a meno che non ci siano problemi di infortunio. Certo poi può dipendere dalle situazioni, perché l’atteggiamento dipende soprattutto dalle persone e non è detto che sia per forza un male se arriva qualcuno ben motivato».
Si parla tanto di identità di squadra, ma quale dovrà essere la caratteristica dell’Olimpia?
«Giocare insieme deve essere la nostra parola d’ordine, È quello che ci è mancato l’anno passato, quello che dovrà, al contrario, caratterizzare il nostro futuro. Lo si vedeva dal campo che ci mancava qualcosa, c’era il talento, ma non l’armonia. Ora si volta pagina».
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