martedì 5 luglio 2011

Capicchioni ribatte

-La Voce di Romagna-

Lucky non molla, non cede. Non indietreggia. Ritrovatosi di nuovo col ‘giocattolo’ in mano, non ha intenzione di mollarlo, buttando alle ortiche anni di investimenti sul settore giovanile.
Sorpresa?
Ieri sera, in una riunione-fiume svoltasi alla Palestra Carim coi genitori e i ragazzi del vivaio Crabs, Capicchioni ha precisato diverse cose, prima fra tutte una: il Basket Rimini è in liquidazione, ma non è fallito. Se verrà inserito in qualche campionato senior dalla Fip - la richiesta è stata già fatta presentata -, allora nessuno dei giovani dei Crabs 1947 Asd sarà svincolato e libero di andarsene: ciò succederà se e solo se, dopo la compilazione dei vari campionati nazionali, Rimini non avrà una squadra senior di riferimento. “Confermo, e in questo senso dico che il 16 luglio, dopo il consiglio federale Fip, ne sapremo di più: nessuno è svincolato perché non è ancora detto che Rimini non avrà un’attività senior. Anzi, stiamo lavorando proprio per averla: in quel caso ci resterebbero Yankiel Moreno e Nicholas Crow (unici due giocatori attualmente di proprietà del Basket Rimini)”. Un attimo: ma una società in liquidazione può chiedere di essere ammessa ad un campionato federale? “Lo ha fatto anche la Fortitudo di Sacrati due stagioni fa (quando retrocesse dalla A e fu ‘rimbalzata’ dalla Comtec per l’iscrizione alla LegaDue, gli venne concessa la A Dilettanti che peraltro poi vinse nella famigerata gara5 del Palafiera contro Forlì: ma era effettivamente stata messa in liquidazione?), l’importante è non fallire. Qui i tempi sono lunghi, ci sono avvocati e commercialisti che lavorano, un liquidatore che dovrà cercare di trovare risorse per pagare i debiti. E se ci riuscissimo?”. Resta quindi la possibilità che Rimini venga inserita dalla Fip, per meriti sportivi, bacino di utenza o quant’altro, anche in un campionato di medio livello, tipo ad esempio la C nazionale o la B Dilettanti. Col nome Basket Rimini Crabs, quindi, e non Crabs 1947 Asd. Questo, anche in ottica del progetto carassiano, cambia di parecchio le cose. Anzi le stravolge...
Chi paga?
Il rischio infatti è di farsi una guerra che non ha senso, esattamente identica a quella tra Ac Rimini e Real Rimini nel calcio! “Nel 2002 ricevetti il testimone da Sberlati - continua Lucky - poi è arrivata Rimini Sport, poi Corbelli, e ora mi ritrovo di nuovo la pallina io: non ho intenzione di fare da solo, ma voglio partecipare assieme a gente che intende investire nel nuovo Rimini Basket. In questo senso, voglio fare un paio di precisazioni su quanto dichiarato da Paolo Carasso: primo, io non sono mai stato proprietario del Basket Rimini ma lo è stata una società di miei collaboratori. Secondo: nessuno mi ha regalato il settore giovanile, anzi semmai siamo noi che abbiamo regalato a Rimini Sport una società senza debiti, a zero euro, tenendoci il vivaio che costa 300 mila euro l’anno. Fabbri dice che io voglio comandare tutto? Ma se hanno fatto saltare un accordo per Lorenzo Gandolfi! Cioè la persona che mi ha aiutato a ricreare il vivaio dopo la diaspora io dovrei mandarla via? E poi, giusto per chiarire, non mi incontrerò con Fabbri in nome mio ma per conto del Basket Rimini, della città di Rimini. Ok?”

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