- La Voce di Romagna -
Tempi diversi, abitudini diverse. Difficile, anche in termini economici, confrontare e mettere sul bilancino epoche diverse. Lo ha fatto Paolo Carasso, chiamando in causa le gestioni pre-capicchioniane, a suo dire molto meglio gestite rispetto a quelle braschiane. Ma è lo stesso Luciano Capicchioni, a difendere Braschi sollevandolo da diverse responsabilità. “Adriano ci ha rimesso soldi e proprietà sue, l’unico suo errore è stato quello di non auto-retrocedersi l’estate scorsa come ha fatto adesso Casalpuseterlengo: con le regole che ci sono oggi, a meno di 1 milione e mezzo di euro una squadra di LegaDue non la fai. Per cui sei già sotto in partenza. La Federazione deve analizzare il perché Udine, Ferrara e Rimini sono collassate e prendere provvedimenti altrimenti tra 2-3 anni non ci saranno più campionati in Italia se escludiamo Siena, Milano e chi può permettersi sponsor da milioni e milioni di euro”. Sulla riminesità e la gestione ‘certosina’ di Gian Maria Carasso, contrapposta quindi a quella del duo Braschi-Vecchiato, Lucky è laconico. “Ok, ma loro avevano un certo Corrado Sberlati a coprirgli le spalle, così sono bravi tutti. Se lo avesse avuto Braschi, ora sarebbe salvo anche lui. Chi vi dice che ai tempi di Carasso non si facessero debiti e Sberlati non ricapitalizzasse ogni stagione? Bisognerebbe analizzare i bilanci...”
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