- Il Resto del Carlino -
IN LEGADUE ‘solo’ grazie al ripescaggio? Più semplicemente un anticipo, a tavolino, di quello che con ogni probabilità sarebbe stato il verdetto del campo alla fine di questo campionato: la terza promozione in quattro anni e l’approdo, programmato, in serie A. Come volevasi dimostrare per una società decisa a bruciare le tappe dopo due promozioni consecutive — la prima dalla C alla B con un record di quaranta vittorie su quaranta, la seconda dalla B alla A dilettanti l’anno dopo, stagione 2009/2010 — la terza solo sfiorata quest’anno, sconfitta (inopinata, 3 a 2) nella semifinale promozione. Un cammino che ricorda molto da vicino il famoso ‘salto triplo’ della Sicc metà anni ’90. Società ambiziosa, piazza giovane, e dunque traboccante entusiasmo, il Piacenza sponsorizzato Morpho, sarà ospite domani del PalaTriccoli per la partita d’esordio tra i professionisti (presentato ieri ‘insieme possiamo’ il nuovo gruppo di tifosi arancioblù ‘anta’).
TRE ANNI FA, per affrettare i passi verso il gotha del basket (stessi orizzonti di gloria di Soresina e Casale Monferrato?) Piacenza si era affidata all’usato sicuro — gente stagionata ma ancora vincente, Mario Boni, Hugo Sconochini — per difendere il titolo appena acquisito il general manager Marco Sambugaro, altro nome conosciuto da queste parti (a proposito di nomi noti, tra i protagonisti nella Morpho dell’anno scorso c’era anche un certo Nelson Rizzitiello, prodotto verace del vivaio dell’Aurora) ha approntato una squadra niente male: Marco Passera playmaker, guardia il danese Alan Voskuil micidiale tiratore per la prima volta in Italia, ala piccola l’ex udinese CC Harrison, il ‘4’ Dwayne Anderson, prodotto di Villanova University, tra i primi marcatori della Bundesliga due anni fa. Completa il quintetto un’altra vecchia conoscenza del Palatriccoli il centro ex Brindisi, Reggio Emilia, Luca Infante «a forza di darci botte sotto i tabelloni siamo diventati amici!», racconta compiaciuto Michele Maggioli.
PRIMO CAMBIO dalla panchina uno degli avversari storici dell’Aurora, quel German Scarone di cui fece scalpore, l’anno scorso, il trasferimento a campionato in corso dai Crabs alla Morpho. I fatti hanno dimostrato che aveva ragione lui: oggi Piacenza è in serie A, Rimini se non è scomparsa — farà la B2 — c’è andata molto vicino.
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