sabato 2 luglio 2011

Reggio prima per il ripescaggio, ma non ha il palasport

- Informazione Reggio Emilia - Le sorprese sono all’ordine del giorno. La Commissione Giudicante Nazionale, in parziale accoglimento del reclamo operato dalla Umana Reyer Venezia, ha ieri ritenuto annullare il provvedimento impugnato. Questo vuol dire che non è stato accolto il pagamento operato da Teramo nei termini previsti. La società abruzzese non ci sta dato che ha pagato la quota prevista di (500mila euro più Iva) tenendo conto delle date previste dall’accordo in essere. Avrebbe dovuto pagare entro il 23 maggio ma di fatto ha ottemperato ai suoi compiti non tenendo conto del termine previsto della convenzione in essere ed il pagamento è arrivato in ritardo. Di chi è la colpa? Entrambi i club hanno ragione. Si andrà avanti con ricorsi e contro ricorsi e sino all’ultimo grado di giudizio non ci saranno certezze. Però una serie A con un numero dispari di squadre non è previsto. E per evitare una lunga estate di cause e contro cause, l’ipotesi che in questo momento prende piede, porta ad una serie A unica a 18 squadre. Oggi le squadre sarebbero 17. Non potendo avere un campionato con numero dispari di squadre al via bisogna ripescare una nuova formazione dalla Legadue. Nel ranking Rimini era davanti a Reggio perché poteva contare su una struttura in grado di contenere 3500 posti a sedere. Ma il club romagnolo non s’è iscritto alla Legadue ed al suo posto va dentro la nostra città. Verona avrebbe l’impianto, ma il fallimento di qualche anno fa e la fusione con Pavia operata l’anno scorso esclude la società scaligera. Quindi Reggio viene indicata come la squadra in testa. Per entrare nella serie A unica servono 750mila euro, di cui 500 per sfruttare la wild card e 250 come tassa d’ingresso nella serie maggiore. Il problema però riguarda l’impianto di gioco. Per essere al via serve una struttura in grado di garantire 3500 posti a sedere, Reggio non ce l’ha. Quindi l’unica soluzione possibile sarebbe il trasferimento a Modena. Adesso tocca al Comune lasciar perdere le parole per passare ai fatti. Questo per evitare una brutta figura che screditerebbe la città e tutti gli amministratori che l’hanno gestita negli ultimi anni. 

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