-Il Domani-

Inizia domani la settimana più importante sul fronte tecnico, dal momento che la società dovrà scegliere l'allenatore e la corsa rimane (a oggi) ristretta a Garelli e Pillastrini, con l'anzolese (anche se ormai forlivese d'adozione) in pole position. Forse non avrà lo stesso curriculum o appeal di "Pilla", ma Luigi "Gigi" Garelli ha nel dna la E «Non so assolutamente nulla e non è la classica frase di circostanza - così esordisce nella nostra chiacchierata l'ex tecnico della Snaidero Udine - posso solo dire di essere onorato di leggere il mio nome accostato alla società che amo da sempre». Dopo essere stato l'enfant prodige del basket anzolese, infatti, Garelli ha proseguito la sua carriera da allenatore in giro per l'Italia (Vigevano e Sassari le tappe più importanti), facendo di Forlì la sua seconda casa. Ma non dimentica le sue radici e quella curva che sarebbe stata ribattezzata la "Schull" e quei tifosi che sarebbero diventati la Fossa. «Era il 1969, l'ultima stagione del "Barone", come potrei dimenticarla». Gigi, hai una grande e-sperienza di LegaDue e, quindi, ce la spieghi più nel dettaglio? «Fare una squadra competitiva non è semplice anche se il budget aiuta e, non a caso, sono arrivati ai primi quattro posti chi, in questa stagione, ha speso, probabilmente, oltre i due milioni di euro. Diciamo che il costo medio si aggira sul milione e mezzo e la maggioranza delle società punta su due esterni extracomunitari sfruttando il fatto che, generalmente, hanno costi più abbordabili rispetto ai lunghi. Spesso si cercano comunitari e passa-portati che possano giocare sotto canestro, magari puntando su atleti che fanno più quantità che qualità. La differenza fra le prime e le altre era data dalla lunghezza della panchina; chi può permettersi dieci titolari, alla lunga va avanti». Sotto le Due Torri si sogna il ritorno di qualche leggenda come Galanda o Fucka. Come hai visto recentemente Gregor? «Nonostante i 40 anni è ancora un ottimo giocatore con un minu-taggio attorno ai 20'; può essere determinante nello spogliatoio ed essere una guida per i più giovani». Querelle marchio: la diffida di Sacrati non è ancora arrivata alla società di Giulio Romagnoli che è convinta di poterlo utilizzare nella prossima stagione
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