- La Voce di Romagna -
Ogni giorno che passa aumenta la consapevolezza, come quando, dopo aver celebrato il funerale, ti rendi conto che il ‘morto’ non c’è più e mai tornerà. Non si tratta neppure di un anno zero, qui la realtà è che resta solo - e per fortuna, aggiungiamo - un settore giovanile da cui ripartire (stasera alla Carim la riunione presieduta da Luciano Capicchioni nella quale si daranno a ragazzi e genitori tutte le delucidazioni del caso). Ma a livello di prospettive senior, francamente, il rischio di non avere neppure una squadra ‘seria’ nel 2011-12 è concreto, tremendamente reale.
La scelta di Lucky
Tutto è nelle mani di Luciano Capicchioni, grandissimo uomo di sport e procuratore numero 1 d’Europa, ma non intenzionato a investire soldi senza ritorno su un progetto che lo riguardi in prima persona: in soldoni, cosa si può fare per costruire una squadra targata Crabs 1947? Al momento, solo costituire una nuova società e richiedere alla Fip l’affiliazione: il 16 luglio, a margine del Consiglio Federale Fip che probabilmente sancirà una sequenza indecente - come è diventata la pallacanestro italiana, ma tanto nessuno fa nulla per correggerla - di buchi nei vari campionati. Pare che tra Lega 3 e B Dilettanti, almeno la metà di squadre siano a forte rischio scomparsa, non rispettando i parametri richiesti: in quel caso, a cascata, si potrebbero scalare delle posizioni, salendo dalla ‘prima categoria disponibile’, la Prima Divisione, fino magari alla C Regionale o alla C Dilettanti (lo stesso fece Capo d’Orlando qualche anno fa, dopo la chiusura, e ora è li che sogna il ripescaggio in LegaDue).
Giovani 'grandi'
Allo stato attuale, l’Under 17 dei Crabs che è salita sul podio ai campionati nazionali di Bologna potrebbe effettivamente rappresentare la nuova base per una squadra di quinta serie: Dimitrov, Sirakov, Piastrellini, Malagutti e soci, magari affiancati da qualche senior esperto e da un coach entusiasta (Ceccarelli? Ambrassa?), riuscirebbero secondo voi a coinvolgere un pubblico abituato, da 20 anni, a vedere la serie A con gli americani che saltano sopra il ferro? E’ il grande dilemma che Manuel e Luciano Capicchioni stanno affrontando: secondo chi scrive, i 1.500 innamorati del Basket Rimini hanno comunque bisogno di una ‘squadra’ da seguire, così come i giovani talenti di un ‘porto’ a cui aspirare. Da subito, senza anni sabbatici rischiosissimi perché poi, le ipotetiche risorse della ‘cordata Vitali’, rischiando di disperdersi. Anche se solo ci fossero 3-400 persone a vedere i nuovi Crabs, chissenefrega? Se ne parlerebbe, ci sarebbe un progetto sul quale investire. Bisogna avere il coraggio di rischiare, come ha fatto il calcio ripartendo dalla D. E’ l’unico modo: per ricomprare titoli di LegaDue c’è tempo ogni anno, ora come ora bisogna fare tabula rasa.
Angeli e Granchi
Oggi, in teoria (appuntamento a rischio), Luciano Capicchioni si confronterà col presidente degli Angels Santarcangelo Maurizio Fabbri per vedere di riallacciare un discorso di collaborazione in ottica settore giovanile e, perché no, squadra senior. La fusione è tecnicamente impossibile, ma bisogna capire se, magari, giocando qualche partita al Flaminio e preparando la strada al futuro, questi Angeli non possano mischiarsi ai Granchi 2.0 per iniziare una nuova era, più collaborativa e sensata, del basket riminese. Paolo Carasso, peraltro, alle 11.45 presso il Caffe Cavour terrà una conferenza stampa 'esplosiva' in merito al fallimento del Basket Rimini.
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