-Il Messaggero-
Sembra già passata un'eternità e invece solo una settimana fa si parlava dei problemi che la Banca Tercas aveva nel proseguire la sua esperienza in Serie A. Solo pochi giorni fa c'era ancora un assetto societario da individuare, volti e nomi da associare alle parole proprietà, presidente, e via discorrendo. Ora, portata a compimento l'operazione dalla sinergia "Pellecchia/Capasso/Tercas" c'è appunto una proprietà e un presidente nuovi di zecca. Un uomo di spessore come Corrado Pellanera, al quale è stato dato il compito di riorganizzare un po' tutto il movimento, partendo dal settore giovanile, fino alla prima squadra. Manca ancora qualche tassello per quanto riguarda l'organigramma, ma al momento la scelta più importante da compiere è legata all'allenatore. Le speranze di rivedere coach Ramagli a Teramo, da sempre la prima opzione della società biancorossa, sono parse nello scorso week-end scarse. Lo stesso ds Marruganti in conferenza stampa, sabato scorso, ha detto che le possibilità erano ridottissime in quanto il tecnico toscano aveva già dato la sua parola a Cantù. Alla Bennet il coach della Banca Tercas aveva oerò chiesto di poter attendere notizie dall'Abruzzo. Nelle ultime ore si stano quindi intensificando i contatti e quando pareva la cosa fatta per il trasferimento al "nord", vuoi perchè un posto da head coach è sempre più prestigioso in questo momento della carriera di un posto da assistant coach, seppur in una compagine di alto livello, vuoi perchè la proposta (anche più vantaggiosa economicamente) di tornare in un posto dove si potrebbe avere un ruolo più determinante è sempre più stimolante, non è ancora detta l'ultima parola. Ieri infatti, il tecnico sembra aver respinto la proposta di Cantù e a questo punto non ci sarebbero più ostacoli per un suo ritorno in biancorosso. Vedremo come evolverà la situazione. Nell'attesa, arriva una notizia positiva. A darla è la Federazione Italiana di Pallacanestro: «La Commissione Tecnica di Controllo, preso atto della delibera del Consiglio Federale n. 383/2011, comunica che alla data odierna tutte le Società, tranne la Basket Trapani srl, rispettano i requisiti necessari per l'ammissione ai Campionati Professionistici stagione sportiva 2011/2012». A conferma del fatto che, indipendentemente dall'esito della querelle giudiziaria aperta dalla Reyer Venezia circa la sua legittimità ad iscriversi al prossimo campionato di Serie A, il Teramo Basket ha per ora le carte in regola per stare al vertice della pallacanestro nazionale. E veniamo infine ai giocatori. Certo, fino a che non si definisce il "condottiero", la barca resta ancorata al porto. Però qualcosa in uscita va segnalato. Nelle prossime ore verrà ufficializzato il passaggio di Drake Diener a Varese mentre proposte ne ha ricevute anche Kevin Fletcher (lo cerca Caserta). Non è quindi escluso che il nativo di Denver possa tornare in Serie A il prossimo anno. Per il resto, ancora poco altro da dichiarare. Ad attendere una chiamata restano Ivan Zoroski, Robert Fultz e Giorgio Boscagin, e in stand-by vanno considerate le posizioni di Tommaso Marino e Bruno Cerella, tornati dai prestiti rispettivamente in A Dilettanti con Treviglio e in Lega 2 con Casal-pusterlengo. E poi, ci sarebbe un altro ritorno che molti tifosi apprezzerebbero, quello di Valerio Amoroso, attualmente libero sul mercato: «Sono tornato con piacere a Teramo a fine maggio - è l'ex biancorosso a raccontare - per seguire un piano atletico coordinato con Domenico Faragalli e Claudio Mazzaufo - sono contento che negli ultimi giorni si sia trovato un accordo per portare avanti l'avventura della società in Serie A. Sarebbe stato un vero peccato se fosse finito tutto. Non meritava di sparire una realtà con tale passione. E io lo so bene perchè ho passato due anni bellissimi. Per quanto mi riguarda sono tranquillo in questo periodo. Ho già offerte ma cerco un posto sereno dove potermi rigenerare dopo la stagione negativa alla Virtus. Mi farebbe piacere tornare a Teramo ma non dipende da me. Ci sono tanti fattori da considerare» L'ipotesi potrebbe non essere affatto remota.
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