martedì 5 luglio 2011

Nuova Fortitudo, Garelli sorpassa Pillastrini

- Il Resto del Carlino -
Prime riunioni per la Fortitudo Basket Bologna. Ieri sera un lungo summit tra il presidente Giulio Romagnoli, il vicepresidente Marco Scapoli, e dirigente factotum Renato Nicolai che probabilmente tra le tante funzioni avrà anche quella di general manager.
Una delle questioni affrontate è il nodo dell’allenatore. Due sono le candidature, quella di Stefano Pillastrini e quella di Luigi Garelli, ma per diversi motivi non si parte alla pari.
Pilla ha altri due anni di contratto con Montegranaro e il club marchigiano difficilmente sarà disposto a versare una buona uscita al tecnico bolognese, d’altra parte la società fortitudina non può garantire la stessa cifra prevista dall’ingaggio con la Sutor e questa situazione, alla fine, potrebbe dare qualche vantaggio a Garelli.
Ad ogni Romagnoli si è preso fino alla giornata di domani per relazionare ai diversi soci e poi prendere la decisione finale.
Oggi la Fortitudo Pallacanestro di Gilberto Sacrati affronterà la terza udienza del procedimento prefallimentare portato avanti da diversi creditori tra cui Equitalia.
In queste ore lo stesso Sacrati sta cercando di transare più debiti possibili, dopo aver saldato tutti i lodi che erano diventati esecutivi. In questo modo la società affiliata alla Fip con la matricola 103 dovrebbe mantenere la sua permanenza all’interno della federbasket, e in questo modo una attività di minima che potrebbe comunque garantire il rientro dei debiti rimanenti.
La messa all'asta dei canestri del PalaDozza mette ancora più in cattiva luce la gestione del presidente Sacrati, che ha preferito acquistare per 70mila euro il Gira Ozzano (per ripartire dal campionato di B dilettanti), piuttosto che provare a trovare un accordo per annullare il pignoramento delle strutture cestistiche. Ieri, infine, Sacrati ha versato 17mila euro per iscriversi alla B dilettanti. E lo stesso sta trattando con il creditore, la cui azione ha portato al pignoramento dei canestri, per evitare che la struttura vada all’asta.

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