- La Nuova Ferrara -
Quando crollano i sogni, resta la realtà. Il basket professionistico scompare da Ferrara, stante la cessione del titolo del Basket Club alla Fortitudo Bologna. Che, così, rinasce grazie all’araba fenice estense. La realtà di casa nostra “dice” serie B Dilettanti, categoria che manca dal parquet del PalaSegest da ventitré anni. La domò, non senza fatica, Andrea Sassoli: di purissima estrazione fortitudina. Guarda la combinazione. Il colpo è duro, inutile girarci attorno. Apprezzabile l’entusiasmo di parecchi tifosi, immediatamente agganciati alla realtà e con un appena accennato strascico di amarezza. Però è un fatto che due stagioni fa Ferrara assaporava la serie A e ora torna nell’ultima categoria dilettantistica pseudo nazionale, ben al di sotto della soglia dei tornei professionistici. Riparte col nome romantico di Pallacanestro Ferrara, che restò in vita quattordici anni, prima di lasciare spazio alla meteora Semper (tre tornei) e al ciclone Club (dodici campionati) che ci ha regalato le emozioni migliori. Intense. Indimenticabili. Partire dalla B2 (o B Dilettanti) resta comunque il centesimo sul quale costruire un ipotetico futuro impero. Non sarà facile. Per nulla. Lo sa bene Edoardo Franchella, possibile coach del team. “Edo” avverte: niente puzza sotto il naso. E aggiunge: non vedo giovani di valore. Ecco, pensare di costruire una squadra solo di baby è un rischio che non si può correre: chiamarsi Ferrara non è scudo. Anzi, le rivali vorranno sbranare la nuova squadra. Sarà bene, dunque, allestire una formazione tosta, caparbia. Consapevole. Col pelo sullo stomaco. Per effetto della riforma dei campionati, nella prossima tenzone agonistica, i posti retrocessione sono tanti. Il presidente Bulgarelli ha motivazione e qualità, deve però essere consapevole che ogni anno servirà coraggio. Struttura dirigenziale forte e investimenti.
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