venerdì 1 luglio 2011

Capicchioni: «Con 100.000 euro c'è la B dilettanti»

- Corriere di Romagna -
Corbelli: «Abbiamo pagato il mancato mantenimento delle promesse di alcune persone»



 Fuori in sessanta secondi. Parafrasando il titolo di un film è quello che ha fatto Giorgio Corbelli quando si è reso conto che le faccende di casa Crabs stavano "andando a sud". Mister Telemarket ha ceduto la presidenza ad Adriano Braschi, lasciando al "baffo" l'onere di traghettare l'ansimante creatura biancorossa: «Mi sono fatto da parte perché il mio l'avevo già dato ampiamente. Toccava ad altri studiare soluzioni, reperire nuove risorse ed invogliare ulteriori soci ad entrare nel club». L'ex numero uno ha parole chiare verso coloro che hanno contribuito alla disfatta: «Non so che dire - ammette Corbelli - sono dispiaciuto ma credo che la liquidazione fosse lo scenario più probabile al momento delle mie dimissioni. Purtroppo paghiamo il mancato mantenimento delle promesse da parte di chi aveva detto di essere al nostro fianco. Non credo, comunque sia tutto perduto, vero che il Basket Rimini come lo abbiamo conosciuto sinora non esisterà più ma, se ce ne sarà l'opportunità, forse si potrà tentare di ripartire». Tutti aggrappati a Luciano Capicchioni. Per molti lo si era già prima, soprattutto quando Lucky garantì somme importanti per saldare le pendenze con la Federazione e alcuni stipendi arretrati: «Non abbiamo trovato terreno fertile nella città». Capicchioni è deciso a salvare il proprio cospicuo investimento sul settore giovanile del club, visto che investiva almeno 150mila euro tutti gli anni: «Ci chiameremo Associazione sportiva dilettantistica Crabs 1947, andremo avanti ed i nostri ragazzi dovrebbero rimanere praticamente tutti». Già, ma tutti si chiedono se ci sarà una prima squadra da tifare: «Ci vogliono soldi per acquistare un diritto, servono circa 100mila euro per ripartire dalla B dilettanti».

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