lunedì 30 luglio 2012

Tanti italiani in cerca di collocazione

Le nuove regole limitano i posti in serie A per i prodotti "nostrani"

AAA squadra professionistica cercasi per un lunghissimo "listone" di giocatori italiani ancora in cerca di collocazione in un mercato dove da "specie protetta" per regolamento i giocatori di passaporto tricolore rischiano di diventare una rarità. Tra oltre una quarantina di elmenti senza squadra dei roster passati di serie A e LegAdue il disoccupato più eccellente è il capitano azzurro Stefano Mancinelli: dopo la mancata riconferma a Milano l'atleta del 1983 esplora il ricco mercato turco, ma se non dovessero arrivare chiamate nei prossimi giorni (quotazioni in discesa sia per Efes che per il Gaatasaray) tornerà all'assalto la Virtus Bologna, che dopo aver convinto Mason Rocca ha fallito il colpaccio con Gigi Datome (rimasto a Roma accettando una riduzione del compenso) e tiene le mani libere sul fronte americano in attesa di verificare la possibilità di convincere il "Mancio". Il 3+4 scelto dalla quasi totalità delle squadre (fanno eccezione Pesaro, Sassari, Caserta, Biella e forse Montegranaro, se riuscirà a convincere Fabio Di Bella - altro giocatore con contratto, ma senza mercato - ad accettare una riduzione di stipendio) ha ridotto all'osso i posti di lavoro italiani. C'è chi come Massimo Bulleri è sceso in LegAdue a Scafati, oppure come Valerio Amoroso e Lorenzo D'Ercole valuta anche la DNA a Torino preferendole alle alternative Montegranaro e Roma; intanto Luca Vitali attende l'offerta per rimanere alla Virtus Bologna, mentre Andrea Crosariol - in uscita da Roma - è offerto a Pesaro che cerca il pivot titolare italiano. Senza squadra anche l'ex capitano azzurro Marco Mordente che spera nella chiamata di Caserta, da dove potrebbe invece partire l'ex varesino Alex Righetti che ha sirene di LegAdue a Veroli. Ma a fine agosto la lista dei disoccupati rischia comunque di essere davvero molto lunga...

-La Prealpina-

Juve Caserta, il nuovo sogno è Eric Chatfield

Secondo fonti transalpine i bianconeri sono in pole per l'esterno newyorkese seguito anche dal Murcìa

E' il sito francese Catch and Shoot a rilanciare la Juve nella corsa verso un giocatore che nonostante i suoi 33 anni è une dei giocatori più ricercato ne. panorama cestistico del Vecchie Continente. Il nome è quello d: Eric Chatfield, l'occupazione quella di ricoprire il ruolo di shooting guard, le credenziali quelle di essere stato nell'ultima stagione agonistica, il miglior marcatore del campionato francese (19,i punti con il 45,5% da due 43,7% da tre punti). Un esterno cor punti nelle mani e talento tale da poter perfettamente giocare a. fianco di Nic Wise, ma soprattuttc tale da sfruttare quello spazio che si verrebbe a creare sul perimetre con la presenza di lunghi del calibro di Visser, Michelori e Jelovac E' lo stesso sito transalpino a puntare il dito nei confronti del talento newyorkese e spingerlo verso il team di Pezza delle Noci nonostante un'offerta sul tavolo anche da parte della Spagna e nello specifico da parte del Murcia. Una trattativa che già qualche giorno fa, sembra essere ben avviata, prima di arrivare ad un punto di stand by probabilmente dovuto alla differenza economica tra le parti. Una differenza che con ogni probabilità sarà stata limita dai bianconeri in maniera tale da riaprire la finestra nei confronti della guardia a stelle e strisce. Una trattativa, però, che resta all'interno dei rumors di basket mercato e che potrebbe delineare in maniera chiara l'andamento della costruzione del roster da parte dei casertani. Se tutto, infatti, dovesse andare a buon fine, quella scelta da coach Sacripanti, sarebbe la strada che porta verso la scelta dell'ultima pedina nello spot di ala piccola. Un'ala piccola, però, non più americana cosi come si era prospettato qualche giorno fa dopo lo stop dei contatti con Chatfield, ma di un numero '3' continentale e che abbia determinante caratteristiche. Quella principale, ovviamente, resta la possibilità da parte del prossimo obiettivo di mercato di Caserta, di poter giocare senza problemi sia nel suo spot naturale, che in quello di power forward atipica o 'undersized' cosi come verrebbe definito dall'altra parte dell'oceano. Una doppia dimensione che permetterebbe a coach Sacripanti di risparmiare un giocatore e di avere quella duttilità che tanto ama nei giocatori tra il backeourt e la front line, in modo tale da permettergli cambi di quintetto a piacimento senza perdere punti di riferimento su ambo i lati del campo. Un lavoro, che come già prospettato nei giorni addietro, negli ultimi anni ha svolto Aaron Doornekamp. Un nome quest'ultimo, tornato ad essere d'attualità dopo che lo stesso Sacripanti ha ammesso nella sua personale intervista rilasciata alla webtv di Terra di Lavoro. Il capitano bianconero della scorsa stagione, infatti, potrebbe essere la soluzione ideale, ma non certo l'unica. Di sicuro quella più comoda per questioni tecniche, considerano la conoscenza perfetta del canadese con passaporto olandese, del sistema di gioco del timoniere canturino. «Faremo la miglior scelta possibile sul mercato» le parole di Sacripanti, che nella stessa intervista, poi, ha lasciato una porta aperta anche per un altro dei protagonisti della scorsa annata, Alex Rigetti. La presenza dell'ala romana (altro giocatore come Maresca, che alla fine dello scorso campionato, aveva più volte dichiarato che avrebbe messo la Juve in cima alla propria lista per l'estate) è condizionata dalle scelte di mercato e dai prossimi colpi. Una condizione non tecnica, ma economica. Se i prossimi due elementi del roster casertani permetteranno la possibilità di andare a nove uomini, allora l'ex anche di Avellino, potrebbe seriamente tornare di moda con un ruolo da specialista, da cambio di lusso in minuti ben stabiliti e che permetterebbero al proprio ginocchio di non andare troppo sotto sforzo e creare problemi, cosi come è avvenuto nella scorsa stagione, quando nel suo momento migliore, Rigetti ha dovuto fare i conti con uno stop che gli ha fatto perdere smalto e condizione dei primi mesi di regular season.

-La Gazzetta Di Caserta-

Siena aggiunge Kemp ed ora sceglie il play

Roma su Pullen, Milano vuole il giovane Tessitori


Prima mossa importante sul fronte americano per il nuovo corso di Siena: il club toscano avrebbe ingaggiato Marcelus Kemp, la 28enne guardia-ala ex Sassari e Virtus Bologna reduce dal titolo turco vinto col Besiktas. Con McCalebb in partenza per il Fenerbahce ora la MPS è pronta a muoversi anche nel ruolo di play titolare: in corsa restano l'estroso Corey Fisher e il solido Derwin Kitchen, in regia dovrebbero comunque arrivare due giocatori (un americano e un europeo) a meno di non far rientrare Maestranzi e puntare su un lungo "Bosman" come il serbo Milani Macvan. Intanto Roma insegue il play Pullen (lo scorso anno a Biella), mentre Caserta ha ingaggiato il 33enne tiratore Eric Cfaatfield (capocannoniere della Pro A francese 2011/2012 al Paris-Levallois). A Brindisi difficile la pista Malcolm Delaney (l'ex Chalon era nel "listone" di Siena e lo ha sondato anche la Virtus Bologna), si valuta il 28enne Chris Hill visto in Eurolega a Charleroi. Avellino firma l'ala Jeremy Ricfaardson e l'ala pivot Dragovic, valuta l'ex Imola Ndudi Ebi come cambio dei lunghi e sonda il mercato dei play "passaportati" (possibile la pista Earl Calloway) se dovesse saltare la trattativa con Marques Green. Cremona stringe per il lungo croato Stipanovic (lo scorso anno a Caserta) che completerebbe il quintetto-base, mentre Biella sembra ai dettagli per l'esplosiva ala-pivot Mavun-ga (rookie da Miami of Ohio in luce alla Summer League di Orlando). E Vanoli ed Angelico attendono le evoluzioni relative al giovane Amedeo Tessitori: il pivot del 1994 attualmente in Nazionale Under 18 dopo aver giocato gli Europei Under 20 è conteso tra Mens Sana e Milano, che gli cercherebbe collocazione in prestito qualora riuscisse ad assicurarselo (nella trattativa non sarebbe coinvolta la Virtus Siena che riceverebbe comunque i 100mila euro previsti come parametro di svincolo per i giocatori dilettanti messi sotto contratto professionistico).

-La Prealpina-

Max Menetti di ritoro dalla Summer League: "Livello alto. Ho rivisto CJ Watson, sapeva tutto di noi"

"La crisi? Negli Usa non si vede" "Ritrovarsi con Robinson è stata un'emozione. Lo scudetto del mercato? Dico Venezia"


MAX Menetti, innanzitutto traiamo un bilancio di questa Summer League. Che cosa hai visto di interessante? «Non ci andavo dal 2007 e per Frosini è stata la prima volta. Penso che in generale sia stata un'esperienza positiva, perché si ha sempre l'opportunità di vedere molti giocatori. Dalla stella di prima grandezza, sino a coloro che sono nel "limbo" per così dire. Oppure i rookie giovani, che magari impressionano e strappano un invito al veteran camp e poi un contratto, ma che, dopo un anno o due, potremmo rivedere in Europa. E', in definitiva, l'opportunità di vedere un po' tutti dal vivo, che è poi ciò che fa la grande differenza». L'impressione è che col fatto che si sia saltato un anno, c'erano molti, forse troppi, giocatori "da Nba" e pochi per i campionati europei. Soprattutto per quei team di fascia media. E' così? «Soprattutto c'era l'interesse dell'Nba nel metterli in vetrina. Ormai anche per quanto riguarda le Summer League, il marketing ha un ruolo importante nelle decisioni di chi le organizza. E ci sta, devo ammettere. Il focus era su quello, ed i minu-taggi sono venuti di conseguenza. Poi dipende anche dalle squadre dove è inserito un giocatore. Per esempio Dionte Christmas ha avuto l'opportunità di fare molto bene e probabilmente strappare un contratto Nba perché è finito nella squadra 'giusta". Quindi, se alla vigilia poteva essere un giocatore buono per Siena, adesso difficilmente lo vedremo da noi». C'è qualche giocatore che ti ha impressionato particolarmente? «Le tre scelte di Houston. Giocatori come Lamb, Jones e White hanno regalato un'ora e mezza di spettacolo puro. Per dire solo White è un "4" di 2,06,19 anni di età, perché è uscito in anticipo dal college, e che dalla sua posizione ha fatto qualcosa come 11 assist. Insomma, il talento era tutto lì da ammirare». L'esperienza in sé come è stata? Hai ritrovato un po' tutto come le altre volte, oppure hai notato cambiamenti particolari? «L'organizzazione a Las Vegas è sempre di altissimo livello. La rassegna si è allargata, perché quest'anno c'erano più di 20 franchigie e devo dire che è sempre particolare, perché al bar, mentre magari ti vuoi prendere una bibita, dietro di te c'è Jack Sikma che fa la fila o ti ritrovi vicino Eric Spoelstra che si mangia delle patatine. Insomma, la Summer League, in questo senso, rimane una bella esperienza. Poi penso che a livello economico la crisi per l'Nba non si senta proprio. Anzi. Tanto è vero che rispetto al 2007, ho notato molto più seguito di pubblico e per questo le palestre a disposizione dove vedere le partite sono state due, una grande (quella di UNLV University) ed una più piccola». C'è qualche aneddoto particolare che ti senti di raccontare di questa tua trasferta? «Mah, direi che la cosa più bella è stato rivedere CJ Watson dopo tanti anni. CJ vive a Las Vegas. Come sempre è stato di un'educazione e dì una cordialità rara. Si ricordava tutto della sua esperienza di Reggio che, pure per lui, non andò affatto ene, perché venne tagliato. Ma parlandone adesso a distanza di anni, ritiene sia stata importante per la sua crescita di uomo e giocatore. Poi la cosa stupefacente è che sa tutto di noi pure adesso. Sa che siamo stati promossi e che faremo la serie A. CJ rimane sempre una gran bella persona, e sono felice che abbia firmato un contratto con Brooklyn». Senti, a Las Vegas è stato anche il luogo dove Frosini, tu e Dawan Robinson vi siete ritrovati per parlare. Questo per proiettarci nella realtà della Trenkwalder... (L'intervista con Menetti è avvenuta nei giorni precedenti all' ufficializzazione del rinnovo di Robinson e la firma di Brunner) «Innanzitutto è stata una grande emozione, rivedersi dopo la gioia immensa della promozione. Dal punto di vista, così, visivo, a Dawan rimane solo questa grande cicatrice sul braccio, ma non sembra nemmeno uno che abbia avuto un grave incidente qualche mese fa. Per la vita normale, problemi non ne ha. Ovvio che, dal punto di vista agonistico, tocca ai medici dire a che punto siamo. Però lui è carico e voglioso di tornare a Reggio. Si è visto anche nell'approccio che ha avuto nel volersi rimettere "a tavolino" con noi e discutere di una prosecuzione del rapporto. Noi, Dawan, l'abbiamo messo in stand by per la situazione medica. Vediamo, insomma, come sistemare un po' tutta la questione». Molto si è scritto sui fatto che il "matrimonio" tra Reggio ed il piaymaker di Philadelphia è vicinissimo dai venire rinnovato. Tu cosa ci puoi dire? «Noi stiamo lavorando in quella direzione. Naturalmente un conto è parlare, un conto è tradurre tutto in un contratto, con tecnicismi e clausole che soddisfino tutte le parti coinvolte. Però, insomma, lui era veramente carico nel voler tornare. La nostra volontà è di tenerlo. Sono ottimista, se è quello che vuoi sapere... ». L'arrivo di Cinciarini, oltre ad essere un rinforzo in termini assoiuti, è visto anche come una sorta di "assicurazione" nel caso Dawan firmi, ma abbia bisogno di più tempo per recuperare pienamente? «Cinciarini è un giocatore giovane, futuribile. Di qualità. Un giocatore "da serie A ', insomma. E noi abbiamo semplicemente colto l'opportunità di firmarlo, perché a Cantù hanno un po' cambiato i piani per quanto lo riguarda. L'idea è quella di poter considerare Robinson, se firma, e Cinciarini intercambiabili, ma non solo, visto che, per caratteristiche, possono tranquillamente ficcare insieme». Fabio Ruini, però, non l'ha presa benissimo... «Guarda. La mia gratitudine per tutti quelli che hanno partecipato alla promozione dell'anno scorso rimarrà infinita per il resto della mia carriera. Ma il mio ruolo porta anche ad assumere scelte scomode o che non vorresti fare. Detto ciò, rispondo così: io sono stato vice a Montegranaro. Sono stato benissimo, sia a livello umano che a livello umano. Con Frates capo allenatore, ed il sottoscritto assistente, siamo arrivati quinti in campionato, con una squadra che si doveva salvare all'ultima giornata; abbiamo infilato dieci vittorie consecutive - record del club - ma alla fine dell'anno il club ha deciso di andare in una direzione diversa. La decisione è stata comunicata al mio procuratore, non a me personalmente. Quando l'ho saputo, ho preso in mano il telefono ed ho ringraziato personalmente il presidente ed il direttore sportivo. Poi ognuno, fa, e dice, quello che vuole». Più in generale a che punto è il mercato della Trenkwalder. La ricerca dei 5/4 e dell'ala come procede? «Diciamo che con calma ma anche con chiarezza proseguiamo. La verità è che a parte Milano, che si muove su altri budget e altri obiettivi, il mercato è stato calmissimo. Noi proseguiamo nella nostra ricerca, non facendoci prendere dalla smania. I nomi li stiamo analizzando e il cerchio lo stiamo iniziando a chiudere. Credo che in settimana qualcosa inizierà a muoversi anche in questo senso. Anche perché noi siamo in quel range di mercato per cui con pazienza certe opportunità arrivano. E comunque, sotto abbiamo Cervi, Filloy e Antonutti. Per iniziare la preparazione siamo abbastanza coperti direi». Hai già un'idea del planning del lavoro di agosto. Si sa già quando si radunerà ia squadra? «Dovremmo iniziare l'8 di agosto. Faremo i soliti, 4, 5 giorni per riprendere un po' il ritmo e poi dal 16 al 26 di agosto saremo a Castelnovo Monti in ritiro». Più in generale che mercato dei basket stai vedendo? L'impressione è che a parte i top team, i soldi siano talmente pochi che la serie A di quest'anno potrebbe essere una sorta di Legadue "allargata". Siamo troppo provocatori? «Quello che vedo è appunto squadre che stanno attingendo molto dal campionato di Legadue. Un po' per puntare su giocatori "provati" in Italia e un po' per ragioni di costi. Il messaggio che colgo, in tutto questo, è che si prova a vincere più con la chimica di squadra che col talento dei singoli. Poi però, è bene non dimenticare che in squadra ci saranno 7 stranieri. E questo, volenti o nolenti, è una situazione che deve essere sempre tenuta ben chiara in mente, con tutte le sue incognite». Per quello che conta, secondo te, al momento, io Scudetto dell'estate chi se lo è aggiudicato? «Del mercato, dici? » Esattamente... «Milano è un mondo a parte. Tra i "normali" direi che Venezia e Varese hanno impressionato. Venezia perché ha avuto il grande merito non solo di portare giocatori di qualità in Laguna, ma di confermare l'ottima ossatura dell'anno scorso. Parlo dei vari Clark, Young, Bowers e Sweczyk. Varese ha fatto un mercato molto concreto. Ha rifatto la squadra di sana pianta in quindici giorni. Non è mica uno scherzo». Hai avuto modo, o avrai modo di andare un po' in vacanza e staccare completamente? «In realtà molto poche. Diciamo che la novità è che quest'anno non sono riuscito a fare le solite tre settimane in Argentina che facevo sempre. Ti dirò, l'estate reggiana tutto sommato non mi dispiace. Mangiare all'aperto in città e godermi questi momenti, lo apprezzo molto. Andrò una settimana in montagna prima di iniziare, per disintossicarmi e rilassarmi un po', prima di ripartire alla grande con la stagione».

-Giornale di Reggio-

Julian Mavunga, obiettivo di mercato dell'Angelico Biella



Il gm Marco Atripaldi cammina sul bagnasciuga di Varigotti, con lo smartphone nel taschino del costume. Ma niente da fare: ieri attendeva una chiamata, di quelle fiume a tal punto da nascondere i piedi sotto la sabbia per evitare scottature, invece l'interlocutore ancora non ha dato segnali di vita. L'Angelico attende una risposta da parte dell'agente di Julian Mavunga: ala grande, in uscita dall'università di Miami, con cui nelle ultime ore c'è stato un forte riawicinamento proprio quando la trattativa sembrava essere saltata. Ala grande, classe 1990, reduce dalle summer league americane e in precedenza dal torneo di Porthsmouth, Mavunga è un giocatore molto energico, con netta propensione a rimbalzo, capace di eseguire blocchi di qualità e di correre in campo aperto. Caratteristica da non sottovalutare: tira da tre punti. Questo insieme di qualità ben si sposano con la filosofia di gioco di coach Cancellieri: se l'operazione va in porto Mavunga va ad aggregarsi a un roster che inizia ad avere un'ossatura abbastanza definita. Dopo il prospetto serbo Nemanja Jaramaz, in settimana i rossoblu hanno ufficializzato anche il play Russell Robinson, regista che ha già masticato il basket europeo con gli spagnoli di Badalona e in Turchia. Mentre Matteo Soragna, Linos Chrysikopoulos, Goran Jurak e il rientrante Tommaso Raspino (da Omegna) già erano stati confermati. Se l'operazione Mavunga si sblocca, all'Angelico resterà da annunciare guardia e centro titolare. Oltre a un quarto lungo, su cui c'è un'idea abbozzata: l'Angelico vorrebbe svezzare l'Under 20 Amedeo Tessitori in uscita dalla Virtus Siena (Divisione Nazionale A) e vicino ad accasarsi all'Olimpia Mirano che sarebbe disposta a girare il ragazzo in prestito per una stagione sotto il Mucrone. Per quanto concerne la guardia americana, Biella ha sposato definitivamente l'idea di scegliere tra i «rookie» in uscita dalla Ncaa americana. Tre i nomi caldi: Carlon Brown da Colorado, classe 1989, dalla difesa aggressiva e dal buon uno contro uno; Alex Young, da Iupui, dotato di una grandissima chimica di tiro e infine Charlie Westbrook da South Dakota. Saltate le idee iniziali: tipo l'ex Casale Matt Janning e Marcus Denmon andato in Francia. Il raduno è stato fissato da coach Cancellieri per il 13 agosto: per quella data capitan Soragna, reduce da un'operazione alla spalla, potrà solo effettuare la preparazione fisica, mentre per tornare in campo dovrà attendere almeno la metà di settembre.

-La Stampa ed. Biella-

Il mercato della Vuelle Cavaliero c'è

Montini: 'Guardia titolare'  Si discute sull'ingaggio Incontro positivo, ora con il procuratore va concordata la riduzione

I PRIMI tasselli del puzzle Vuelle 2011-12 iniziano a muoversi e chiaramente non si poteva che iniziare con l'unico dei protagonisti della fantastica semifinale scudetto ancora sotto contratto, vale a dire Daniele Cavaliero. La società si è incontrata con lui per gettare le basi del prolungamento della sua permanenza a Pesaro ed ecco, dalle parole del gm Montini, quello che è venuto fuori: «Daniele si è dimostrato molto voglioso di rimanere a Pesaro, anche per una questione di rivincita rispetto ad una stagione in cui lui stesso sa di avere avuto molti alti e bassi e per questo è disposto a ridursi lo stipendio pur di dimostrare davvero ciò che vale. Su quali basi economiche poi lo stabiliremo assieme al suo agente, ma per il momento è certa la sua volontà di intavolare una trattativa per rimanere. E' evidente che bisogna trovare una soluzione compatibile aggiunge Montini con le nostre risorse e al tempo stesso soddisfacente per Daniele e per questo abbiamo parlato anche di questioni tecniche. In accordo con l'allenatore gli abbiamo detto che se rimane, sarà la guardia titolare e questo, ovviamente, gli ha fatto molto piacere». A QUESTO punto a giorni si saprà qualcosa di più, così come sulla questione-Flamini, mentre riguardo al fronte americani, la Vuelle appare ancora un po' indietro, come afferma lo stesso Montini: «Giovedì scorso, col ritorno di John Ebeling è stato il primo vero giorno di mercato per noi. Stiamo facendo un lavoro di esplorazione, purtroppo il nostro è un mercato dove dobbiamo andare a raschiare il barile a tutti i livelli per cui non possiamo scegliere a casaccio. Stiamo compilando diverse liste di gradimento, abbiamo una serie di ipotesi di costruzione della squadra, per cui ancora non sappiamo per certo se partiremo con la caccia al play o al pivot. Quello che è sicuro è che punteremo sulla formula del 5+5 andando in prima battuta a ricercare i "cinque" solo sul mercato americano, che ci permette sicuramente di avere più manovra dal punto di vista economico. Poi non è detto che se non dovessimo trovare giocatori che ci soddisfano non torneremo a guardare anche il mercato comunitario. Di certo però, anche se siamo partiti tardi, non vogliamo fare la corsa a completare la squadra in fretta e furia. Se c'è da aspettare qualcuno per il quale vale la pena, lo faremo, a costo di ritorvarci al raduno del 20 Agosto ancora con la squadra incompleta».

-Il Resto del Carlino ed. Pesaro-

La Strategia della V Nera Finelli: "Virtus, la base è buona"

Coach «Riparto da Gigli, Poeta e Rocca». Il club intanto punta gli occhi sul montenegrino Dasic
LA VIRTUS inizia a muoversi timidamente sul mercato. Mancano due pedine per chiudere il quintetto: la guardia e l'ala grande. Per questo secondo ruolo il club sta seguendo con grande interesse il montenegrino Vladimir Dasic che nella passata stagione ha vestito prima la maglia di Roma e poi quella dell'Olimpia Lubiana. Alto 208 centimetri, classe 1988, l'anno scorso è stato messo fuori rosa dalla società capitolina a causa di un atteggiamento ritenuto poco collaborativo, nonostante i suoi numeri fossero buoni con 11 punti e 5,6 rimbalzi di media stando in campo 27,1 mi- nuti. La V nera ha presentato la sua offerta a Dasic avviando così una trattativa con le solite modalità: lo spazio per eventuali rialzi sarà molto limitato così come per i dettagli per aumentano i costi dell'ingaggio. Finelli non ha nessuna fretta. Rientrato dagli Stati Uniti dove ha seguito le Summer League il coach virtussino attende le mosse della società. «In realtà la costruzione della squadra è già a buon punto- spiega Finelli -abbiamo un primo scheletro italiano con Gigli e Poeta a cui si aggiunge un giocatore dall'esperienza di Mason Rocca. Poi ci sono Parzenski e Gaddefors. Non escludo che Viktor possa partire in quintetto, molto dipende dalla chimica che si andrà a creare con la guardia statunitense e il quattro che andremo ad ingaggiare. L'ala piccola la definiremo solo dopo aver completato queste due posizioni». A questi nomi si dovrebbe aggiungere quello di Matteo Imbrò, che la società non è affatto convinta di voler prestare a un club di LegaDue ma preferirebbe tenere il play siculo un anno in bianconero. «In base a come la squadra verrà costruita vedremo qual è la situazione migliore per Imbrò e per Moraschini. Sono in una fase particolare della loro carriera, un momento in cui è importante fare la scelta migliore per la loro crescita». PER quanto riguarda la guardia statunitense l'attesa potrebbe essere un po' più lunga, con le squadre che militano in Eurolega e in Eurocup che devono ancora completare i loro quintetti. Un quadro di mercato che molto probabilmente porterà la Virtus a essere incompleta nei suoi primo giorni di raduno. «Abbiamo comunque messo in preventivo il fatto che il gruppo si completerà lungo il nostro precampionato. Non potrebbe essere altrimenti essendo Poeta e Gigli impegnati con la nazionale azzurra nei gironi di qualificazione agli europei». La presenza dei due consente a Finelli di non ripartire da zero ma di poter poggiare nella costruzione del gioco sulle fondamenta della passata stagione. «Questo è un buon punto di partenza - conclude Finelli-a cui aggiungerei il ritorno di Gaddefors, un giocatore giovane ma che può darci tanta solidità in difesa». Dovesse arrivare Dasic probabilmente la società rispolvererebbe l'idea di basare l'assetto della squadra sul modello dei cinque giocatori stranieri senza vincolo di passaporto e cinque italiani. In questo modo il club potrebbe ambire al premio riservato a chi offre il maggior numero di minuti ai giocatori italiani.

-Il Resto del Carlino ed. Bologna-